In media stat virus

Grazie a Dio da alcuni anni applico con successo e beneficio un approccio all’informazione basato sull’ignoranza selettiva. Così facendo non subisco il bombardamento quotidiano dell’informazione mainstream che ha lo scopo di imporre una certa narrazione della realtà, quasi sempre scollegata da fatti e dati. Ad esempio quando governa Salvini ci sono decine di attacchi razzisti al giorno. Quando Salvini smette di essere ministro, per magia finiscono anche gli episodi di razzismo. Idem per gli atti di violenza nei confronti delle persone LGGBDTTTIQQAAPP che si moltiplicano casualmente nei periodi precedenti alle proposte parlamentari di leggi contro la cosiddetta omofobia e spariscono per il resto della storia dell’umanità. Entrambe i fenomeni sono esempi di come la narrazione imposta dai media persegua obiettivi diversi dall’informazione.

Uno dei capisaldi del principio di ignoranza selettiva è che le notizie importanti giungeranno comunque a destinazione. Infatti nonostante non legga giornali ne’ guardi la tv da anni, ho potuto seguire con un certo disgusto le notizie circa il corona virus in versione duemilaventi. Giuro che non lo faccio apposta ma il mio cervello lavora incessantemente, quindi ha continuato a produrre domande e giudizi sui fatti che sono venuti alle mie orecchie.

Faccio alcune valutazioni sparse, senza ordine di alcun tipo.

Naziscienza

Dovrebbe essere nota la differenza tra scienza e scientismo. Purtroppo quest’ultimo va molto di moda ed in parecchi assegnano qualità di infallibilità ai professionisti dell’informazione medica. La verità è che di questo virus sappiamo poco. Inoltre fino a pochi mesi fa eravamo anche impreparati, data l’assenza di nozioni su come curare i malati e la mancanza di respiratori e strutture sanitarie. Invece di trattare come dogmi le affermazioni cosiddette scientifiche di alcuni, bisognerebbe essere onesti ed ammettere che non sappiamo molto di questo virus e lo stiamo imparando a conoscere. La ricerca medica deve essere considerata tale e non accetta imposizioni di tipo religioso come quelle di Burioni.

Perché ci sono alcuni medici che sono autorizzati a dire di tutto ed altri no? Perchè quando parla Burioni finisce in mondovisione mentre le affermazioni di Tarro, De Donno e Montanari provocano reazioni indegne anche dei peggiori bar di Caracas? Addirittura l’associazione di Burioni, il Patto Trasversale per la Scienza ha denunciato Montanari per aver detto che il virus è artificiale e che agli anziani fa bene prendere il sole. Ipotesi che viene fortemente supportata ad esempio dal Dott. Joseph Tritto (che non è un folle novax ma uno che, detto in estrema sintesi, si occupa manipolazione artificiale dei virus). Perchè tanto nervosismo davanti ad affermazioni scientifiche? Perchè alcune cose si possono dire ed altre no? Solo a me sembra di vedere che i media sostengono una certa linea e non l’altra?

Tra l’altro non si parla di gente che le ha sempre azzeccate tutte. Borrelli (il tizio della Protezione Civile) e Ricciardi che ad Aprile avevano posizioni non proprio di supporto alle mascherine non ci fanno una gran figura. Ma poi le persone dimenticano e questi possono andare avanti a fare i sacerdoti della scienza come se nulla fosse. Ricciardi ha voluto confermare la sua posizione di espertone ed ha fatto sapere all’umanità che secondo lui era un errore fare i tamponi agli asintomatici. Ma chi ha dato il via libera al carosello è stato Burioni che a Febbraio ci faceva sapere che “in Italia il contagio è impossibile“.

Poi ha deciso di fondare il Patto Trasversale per la Scienza. Burioni. Esperto.

E Fabrizio Pregliasco sicurissimo dell’assenza del virus in Italia (a Febbraio)?

Ma davvero il problema non è sbagliare. Anzi per me possono pure passare la vita a sparare cazzate. Però non vengano presentate come verità scientifiche indiscutibili quelle che sono solo ipotesi, nel migliore dei casi, oppure opinioni personali. Qui e qui due dossier per approfondire.

Quindi meno naziscienza e più umiltà.

Burioni dice spesso che la scienza non è democratica. Ha ragione ma non solo nel senso che intende lui, ovvero quello di escludere i non illuminati dal lume del sapere. La scienza non è democratica perché fare ricerca costa tantissimo, quindi non è alla portata di tutti. Gli Stati non possono o non vogliono permettersi di investire il fiume di denaro che sarebbe necessario per finanziare ogni possibile ricerca. Ed allora ci pensano i privati che però non lo fanno per il bene dell’umanità. Intendiamoci: una casa farmaceutica che investe miliardi per lo studio di un nuovo farmaco fa anche del bene all’umanità. Il profitto è giustificato. Ma ciò che va detto è che solo alcune ipotesi scientifiche vengono portate avanti a discapito di altre. Solo chi ha i finanziamenti, le possibilità economiche e l’interesse può portare avanti le proprie ricerche. E viceversa solo le ricerche interessanti per i finanziatori vengono spinte, a discapito di altre (su questo tema si veda “Inchiesta sul darwinismo. Come si costruisce una teoria. Scienza e potere dall’imperialismo britannico alla globalizzazione” di Enzo Pennetta: la sintesi è che Darwin e le sue idee hanno avuto successo perchè c’erano interessi e soldi).

Gli esperti

Цифровая репродукция находится в интернет-музее Gallerix.ru

In questi mesi abbiamo assistito all’esplosione del fenomeno delle task force di esperti. Non c’è nulla di strano nel fatto che la politica voglia farsi consigliare da persone competenti nelle varie materie. In astratto questo è pure sinonimo di saggezza perché nessuno può sapere tutto di tutto. Nemmeno voglio discutere se nel caso del Governo in carica non sia invece un’ammissione di generale incompetenza su qualsiasi materia (data la forte presenza di grillini il dubbio è legittimo). Per questa modalità di (non) fare politica presenta alcune questioni alle quali è urgente rispondere.

Il problema principale è che la politica ha rinunciato al proprio ruolo decisionale delegando decisioni e responsabilità ai cosiddetti tecnici. Resta infatti sottinteso che le decisioni dei tecnici sono massimamente giuste perché si basano sulla scienza la quale a sua volta è perfettissima ed incontestabile. La scienza in generale è stata ridotta alla matematica, sulla quale in effetti c’è poco da discutere, se non fosse che dopo teorema di incompletezza di Gödel, Einstein con la relatività e svariati secoli di ricerca scientifica sarebbe quanto mai prudente trattare la scienza in maniera diversa da una religione rivelata. Comunque il messaggio che si vuole fare passare è che le decisioni dei tecnici sono giuste necessariamente perchè si basano sulla perfezione ed incontestabilità della matematica.

Sono varie le conseguenze di questa prospettiva:

  • La rinuncia della politica al proprio ruolo decisionale. Il Governo diventa un ratificatore di decisioni prese da altri.
  • La perdita di democrazia perchè il Parlamento e la politica diventano inutili a fronte della presenza dei tecnici che decidono.
  • La perdita di libertà perchè non contano più nulla le idee e le ideologie che immaginano un modello di organizzazione sociale e cercano di realizzarlo.
  • L’inganno dell’assenza di una morale. Così come nessuno può stabilire se sia un bene o un male che 1+1=2, tale quesito è privo di senso, altrettanto non si può parlare di morale per le decisioni che oggi vengono assunte dai tecnici e dagli esperti, un domani da un algoritmo.

La scienza trasformata in religione pretende cieca obbedienza e finge di non fingere di essere al servizio del potere di turno. E qual è il potere che governa il mondo in questo momento storico? È il liberismo economico.

La scienza fintamente amorale ha quindi come conseguenza la dittatura della tecnocrazia al servizio del sistema liberista. Tradotto questo significa cose come:

  • Le persone non contano in quanto tali ma in quanto utili alla produzione.
  • Chi non è utile alla produzione non serve e va eliminato.
  • I deboli, i poveri, i malati, i bambini sono utili soltanto se possono soddisfare i desideri di chi è utile alla produzione.
  • La scuola deve formare lavoratori e non persone.
  • Chi pensa rappresenta un problema perché non consente un perfetto funzionamento del sistema. Il dissenso non è contemplato.
  • Sono accettabili le manifestazioni culturali solo in quanto rappresentano puro divertimento (nel senso di divergere, allontanarsi) come TV, videogiochi e porno o direttamente utili alla formazione volta alla produzione (corsi e testi per imparare a produrre). Non sono accettabili arte, filosofia, letteratura ed ogni genere di strumento che può portare l’uomo pericolosamente vicino alla verità.
  • Chi costa più di ciò che produce deve essere eliminato
  • L’uso degli psicofarmaci viene considerato normale e giustificato perchè un sistema così disumano non può essere sostenibile dagli esseri umani. Allo stesso tempo il sistema per potersi conservare non può ammettere di essere malato e come ogni Potere che si rispetti incolpa il popolo dei propri fallimenti.

Tanto per ribadire: la scienza al governo implica il sostegno al potere di turno. Quando questo approccio alla scienza avveniva nella Germania nazista, veniva usata per giustificare scientificamente la superiorità della razza, inferiorità di alcune persone e tutte le nefandezze che conosciamo. In Unione sovietica era la presunta teoria scientifica del materialismo dialettico a giustificare la lotta di classe ed a guidare le decisioni di Stalin e compagni. Ora però è il periodo storico in cui regna il liberismo e quindi le conseguenze sono adeguate a questa ideologia.

Le mascherine

La mascherina è il trionfo definitivo del Potere. Dico sempre che il Potere ci vuole divisi perché siamo più deboli e controllabili. Bene, cosa c’è di più efficace delle mascherine?

Al di là dei dubbi sulla loro utilità dal punto di vista sanitario, quello che mi interessa notare è che le mascherine a disposizione dei comuni mortali non permettono la protezione di chi le indossa. Infatti il loro scopo è quello di proteggere gli altri. Non si tratta di un comportamento che ognuno adotta per proteggere se’ stesso. Non è possibile fare come quando ci si mette la cintura per guidare allo scopo di tutelarsi in caso di incidente. No, qui ognuno diventa responsabile per tutti gli altri. Quindi chi non indossa la mascherina diventa un pericolo per il prossimo: non indossare la mascherina è un’azione irresponsabile. Faccio alcune valutazioni:

  • Come di consueto il potere crea divisioni. Divide et impera. Il nemico diventano gli altri che non mettono la mascherina. Nemici del Popolo quelli che non la indossano. Guardiani della rivoluzione chi passa le giornate a rimproverare gli irresponsabili.
  • Mi pare che a nessuno importi veramente l’efficacia pratica della mascherina quanto la sua importanza come simbolo di adesione alla rivoluzione in atto. Lo dico principalmente per tre motivi. Il primo è che non esiste una produzione tale di mascherine da soddisfare il fabbisogno della popolazione. Il secondo è che il costo per cambiare giornalmente le mascherine ogni quattro ore (per difetto dico due al giorno) come previsto dal loro corretto utilizzo ammonta a €30 al mese a persona se si ha la fortuna di trovarle davvero a €0,50. Una famiglia media composta da due adulti e due minori (sono stato ottimista nei numeri) dovrebbe spendere quindi €120 al mese di mascherine. Per questi due motivi non credo minimamente che le persone indossino mascherine nuove e quindi efficaci ogni volta che si rende necessario il contatto con terzi. Il terzo motivo è che ho notato che ciò che conta è mostrare la mascherina sul volto, non importa se è appoggiata sotto il mento e quindi lascia scoperti naso e bocca. Non di rado viene socialmente accettata anche la mascherina con i lacci infilati nel braccio. Tutto va bene purché si esponga questo simbolo di adesione alla rivoluzione. E come nel caso del verduraio di havel non è importante crederci davvero ma è sufficiente mostrare pubblicamente la fedeltà alla rivoluzione.

Sul concetto di rivoluzione è utile riprendere quanto dice Aldo Maria Valli.

Complottismo

Da tempo ho imparato a stare lontano dai complottisti di mestiere. Non perché non esistano i complotti: da italiano sarei sciocco a non crederci vista la storia del nostro paese anche solo negli ultimi 70 anni di Repubblica. Il problema dei complottisti è che cercano sempre conferma di ciò che già pensano. Il famoso bias di conferma. Certo poi uno potrebbe anche domandarsi perché il bias di conferma ce l’abbiano solo i complottisti mentre quelli che si bevono tutto quello che arriva dal mainstream non ne sarebbero affetti. In fondo ciò che mi dà fastidio dei complottisti è che spesso accettano qualsiasi informazione come vera, nonostante l’assenza di dati e fatti. Un po’ come fanno quelli che accettano la verità precostituita dei mass media. A favore dei complottisti però vale l’argomento secondo cui chi complotta non desidera normalmente essere scoperto. Al contrario chi agisce alla luce del sole dovrebbe fornire tutti i dati possibili senza nascondersi. Invece non è così.

Ho quindi pensato di fare alcune domande sui dubbi che mi sono rimasti. In tutta onestà non ho le risposte ma solo ipotesi non suffragate da fatti e quindi evito di riportarle. Sono sicuro che qualcuno vorrà illuminarmi nei commenti.

  • Perché sono state impedite le autopsie? Se non sono state impedite, perchè i medici hanno fatto appello al Governo?
  • Perché questo uso improvviso e massivo delle task force?
  • In base a cosa alcuni medici vengono ritenuti affidabili ed altri no? Perchè Burioni, Pregliasco eccetera vengono ascoltati ed altri no? Perchè le loro affermazioni diventano azione di governo? Per appartenenza politica? Per altri tipi di appartenenza? Per interessi economici? La scienza può avere appartenenze politiche o interessi economici? La salute pubblica può essere sottoposta a queste forze?
  • Le mascherine servono o no? Se servono perchè bisogna anche rispettare il distanziamento di 1 metro?
  • Il virus rimane sugli oggetti o no? Se rimane perché ci fanno correre il rischio di andare a fare acquisti?
  • Perché abbiamo visto elicotteri ed esercito in campo per inseguire un tizio che correva in spiaggia e adesso sembra che lo stato non riesca a mantenere il controllo sugli immigrati che arrivano ma continuano a fuggire dai centri di raccolta?
  • Perché quando è uscita l’ipotesi del virus uscito da un laboratorio cinese c’è stata subito immediatamente un’alzata di scudi in tempi che ragionevolmente non hanno consentito una puntuale verifica dell’ipotesi? Indipendentemente dalla Cina e dalla questione politica che si solleverebbe in caso di responsabilità, perché l’origine artificiale del virus è una questione intoccabile?
  • Esistono dati ufficiali non contestabili che mettono in relazione il numero di contagiati, malati e morti dell’attuale coronavirus con le consuete influenze stagionali ed altre epidemie simili?
  • Quanti sono davvero i morti “con” e quelli “per”? Perché in Italia si è preferito un sistema di conteggio che ha enormemente gonfiato i dati mentre in altri stati come Francia e Germania hanno seguito il percorso inverso? Stupidità italiana o furbizia degli altri? Oppure malafede del Governo italiano?
  • Se uno muore di infarto ed è positivo al coronavirus, per quale delle due cause viene dichiarata la morte?
  • Su un treno come fanno a contagiarsi due passeggeri vicini con la mascherina che non si toccano?
  • Perché sembra che tutti attendano il vaccino e nessuno la cura? Se è vero che ci sono più ceppi del coronavirus in circolazione, il vaccino li coprirà tutti o solo alcuni? Se il vaccino funziona solo in caso di uso massivo, sarà obbligatorio il suo utilizzo? A quel punto si potrà più affermare di avere la disponibilità del proprio corpo davanti allo Stato?
  • Perché chi è già guarito e quindi dovrebbe avere sviluppato gli anticorpi è costretto a portare la mascherina e rispettare il distanziamento sociale?
  • Perchè vige l’equazione contagiato = malato?

Niente sarà più come prima

Quando sento l’affermazione secondo cui “niente sarà più come prima”, la prima cosa che faccio è domandarmi se si tratta di una constatazione o di un auspicio. Se si considera la situazione talmente grave da causare sconvolgimenti tali da non essere reversibili o se invece si tratti di una dichiarazione di qualcuno che ha la possibilità o l’interesse a cambiare le cose in maniera radicale.

La seconda cosa che penso e che questa affermazione io l’ho già sentita. Era il periodo successivo all’11 settembre del 2001. Ed in effetti da quella data molte cose sono cambiate, forse più per volontà che per necessità. Ora si potrebbe passare anni a trattare di come il mondo è cambiato dagli attentati alle torri gemelle, a partire da quella guerra in Iraq giustificata con prove false (ricordate Colin Powell con la fialetta di antrace al consiglio delle Nazioni Unite?) per arrivare ad un restringimento della libertà progressivo sempre più impressionante. Il tutto ovviamente giustificato dalle migliori intenzioni. Ai tempi la scusa per ridurre le libertà era la sicurezza, oggi è la salute. Ma ciò che conta quando viene detto “nulla sarà più come prima” è che il concetto sottointeso pare essere che non possiamo farci niente per via dell’ineluttabilità della storia che pretende che questi cambiamenti avvengano.

Oggi come allora siamo sottoposti ad enormi pressioni perché rinunciamo volontariamente alla nostra libertà. Il tutto giustificato da ragioni che rendono morale questa rinuncia. Infatti la richiesta che Governo ed organismi internazionali ci fanno è “per il nostro bene”. Loro fanno tutto per il nostro bene, quindi dobbiamo pure fidarci perché “loro sanno”. Ma anche se ciò non ci trovasse favorevoli, non possiamo agire contro le forze che muovono la storia. Questo è quello che vogliono farci vedere e credere.

La verità è che la storia la fanno gli uomini. Non c’è nulla di ineluttabile o già deciso. C’è di mezzo la libertà. Al male bisogna opporsi.

Ma: citazione retro copertina di soloviev sul male. ma la verità è che la storia la fanno gli uomini. La verità è che siamo liberi di accettare o no la rinuncia alla libertà che ci viene richiesta.


È forse il male soltanto un difetto di natura, un’imperfezione che scompare da sé con lo sviluppo del bene, oppure una forza effettiva che domina il mondo per mezzo delle sue lusinghe, sicché per una lotta vittoriosa contro di esso occorre avere un punto di appoggio in un altro ordine di esistenza?


(dalla Prefazione di Vladimir Soloviev a I tre dialoghi ed Il racconto dell’Anticristo, Marietti, 2007, p. LXV)

Ovviamente non si può stare a guardare, non si può pensare che le forze che muovono la storia attendano il nostro parere prima di procedere. Contro il male bisogna agire.

[…] l’ordine morale o la verità o la volontà di Dio non esistono evidentemente nel mondo per virtù propria…


(Vladimir Soloviev a I tre dialoghi ed Il racconto dell’Anticristo, Marietti, 2007, p. 22)

Io non so come questo virus sia arrivato in Italia e perché abbia colpito certe zone più di altre. In teoria nessuno ha ancora la risposta a queste domande. Quello che invece mi sembra evidente è che il coronavirus venga utilizzato per altri scopi che in periodi di normalità mai avremmo immaginato. Probabilmente è normale che ciò possa avvenire: certe forze possono realizzare i loro loschi scopi soltanto in presenza di crisi che rendono accettabili davanti all’opinione pubblica decisioni che normalmente non lo sarebbero.

Credo che tutti ricordino perfettamente quella grande sospensione dei diritti umani che è stata Guantanamo. Per i prigionieri della nota isola nessuna pietà, nessun garantismo, nessuna marcia, niente black lives matter. Questo è solo un esempio fra i tanti che si possono fare. Mutatis mutandis sta succedendo la stessa cosa.

Ad esempio non si comprende la ritrosia del governo italiano ad emettere titoli di Stato se non nell’ottica di arrivare fra un paio di mesi e poter dare l’immagine di essere costretti ad accettare il MES con relativa cessione di sovranità. Avremmo accettato le condizionalità imposte dall’Unione Europea in tempi normali? No di certo. Sicuramente la crisi finanziaria dello Stato unita al paventato pericolo per la salute pubblica sarà di fondamentale aiuto a fare accettare i contributi dell’Unione Europea. E così per qualche punto percentuale in meno di interessi avremo ceduto ad un occupante straniero la nostra sovranità. Tutto per il nostro bene, si intende.

In media stat virus (e la neolingua)

Le ultime riflessioni le voglio dedicare all’uso della neolingua che sempre si accompagna alla malafede di chi agisce per il male.

Il primo post sul podio lo dedico a FanPage che per la serie “lo dice la scienza” ci informa che chi non mette la mascherina e non rispetta distanziamento sociale è stupido.

Secondo posto al Corriere della Sera secondo cui le “limitazioni agli spostamenti” sono un “incentivo” all’installazione della app Immuni e non un limite alla libertà.

Terzo posto per il Corriere della Sera che racconta del “corteo di negazionisti” che ha marciato a Berlino. Tralasciando l’ampio l’uso volutamente ambiguo del termine “negazionismo” che si è soliti legare alla Shoah, non risulta che i manifestanti abbiano negato l’esistenza del virus ma contestato il modo con cui è stato gestito dalla politica. Protestare contro la gestione del coronavirus da parte del Governo significa essere negazionista? È ancora possibile dissentire?

D’altra parte ormai da anni il termine “complottismo” viene affibbiato a chiunque non sia allineato con il pensiero unico sostenuto dal mainstream. Basta avere un’opinione diversa dalla narrazione ufficiale per essere tacciati di complottismo. In altri termini si tratta di un modo per squalificare le opinioni non gradite.

Menzione d’onore per tutta i media che hanno definito “medici ribelli” quelli che volevano fare le autopsie. Ribelli a cosa? Al Governo. Quindi ci sono alcuni medici, ricercatori e scienziati che si meritano il titolo di ribelle non perchè rifiutano di pagare le tasse, vogliono organizzare un colpo di stato o fanno attentati terroristici ma perchè chiedono di fare ricerca scientifica. Pare che pure questo non sia consentito se non è gradito a chi comanda.